La casa

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Lasciammo entrare la gioia

dalle finestre spalancate al sole

e mutammo costumi e aspetto

sfarfallando all’improvviso

nonostante lo stupore

che in noi stessi provocava

essere così diversi e praticare

altri spazi, altri tempi…

E ci fu più posto dentro il cuore,

da farci entrare proprio tutto,

persino per un piccolo cane….

E non l’avrei mai detto, caro Giulio!

La sirena dai lunghi capelli

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sirena gordita

Straziata a lungo,

direi cardata,

da punte a uncino

di molti dolori,

come nei cardi

dei lanaioli,

sono più bella

di una sirena…

Almeno i capelli

sono sgarzati

e insieme a loro

tutti i pensieri…

Ma mi esce la gioia

senza ragione

da un buco nel cuore,

un’ emorragia

di compensazione

per quest’ultime ore

che furono lievi

e mi si trasfonde

un gelo nel sangue,

è solo paura

o premonizione?

Ragazzo grigio, io non so…

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ritratto del ragazzo grigio

Come baccanti di talento,

lasciamoci andare alla gioia,

i motivi per farlo ci sono,

è già giorno, il sole è risorto,

la vita ci pulsa alle vene

e il vento ci gonfia le chiome.

Non siamo antenne del fato,

il futuro ancora non c’è,

distendi al sorriso le rughe,

hai ancora tanti capelli,

sono ricci, son folti, son belli,

a memoria di un tempo che fu…

I tuoi baci mi piacciono sempre

e in fondo mi piaci anche tu.

Il senso della beatitudine

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Caronte buono

Da una sponda all’altra dell’eterno,

zigzagando un fiume infinito,

si trascinerà l’anima mia ferita,

come un Caronte buono e disperato,

cercando solo te, mio faro,

unica luce, mia sola gioia e senso

del vano premio d’essere beato.

La casa dei sogni

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la-casa-dei-sogni

Aspettavi sempre di riandare

in quel luogo dove già sei stata,

vuoi per la radura fra i castagni,

dove la casa di pietra ti aspettava

e la serena sera dell’amore

il fuoco acceso e tutto il resto,

vuoi per il prato in cima al colle

e tu alla testa dei tuoi molti figli,

come un’anatra che il nido

conduce pigolante al fiume

e ti scoppiava per la gioia il cuore,

soltanto a immaginare…

Al compagno di viaggio

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marepazzo

 

Come tu vuoi…

Andremo oltre ogni mare

a nutrire di lacrime

oceani sconosciuti.

Insieme e divisi

diversi e compagni.

Tu. Con la tua voglia

di andare. Rinata

dai lombi senili.

Finalmente ascoltata

mummia sbendata,

eppure neonata.

Ne accontenti i vagiti

che non sono innocenti.

Nelle bische fumose

delle voglie tardive

noi, corrotti avventori,

ci compriamo la vita.

Giovinezza, ricchezza

fanno bella anche me.

Come veli sapienti

le drappeggio sul corpo

a celare i suoi tempi,

per strapparti un sorriso.

Io. Così diversa da sempre.

Nata per vedere

fin dal primo pianto.

Ma curiosa, felice

di nutrire il rimpianto

fino a farlo scoppiare

in brandelli di gioia.

Ah, compagno rinato,

per questi mari andiamo!

Fino all’orizzonte estremo

sperimentiamo…