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Il circo di Alice

By Poesia No Comments

E poi ti accorgi

della falsità del tuo cielo,

è solo un tendone da circo

con un piccolo buco lassù,

da dove sbuca quello vero.

E ti scoppia la rabbia

della gabbia. Povero illuso!

Trapezista professionista,

sempre lì a spenzolare,

per tradizione familiare,

a essere dolce e paziente

e non te ne importa niente,

tu che non volevi essere

buono, almeno non sempre.

E ti metti a gridare

fingendo uno strappo

muscolare. Meglio fare il leone,

ruggire, ruggire fieramente

e, quando la fame ti molesta,

sbranare il domatore con la frusta.

E all’ improvviso capisci

la giovane stella circense,

la bionda, freddissima Alice

delle meravigli più grandi,

che fa sempre ogni cosa

per dimostrare di essere brava

e compiacente. Ma soddisfa

la sua segreta voglia di morte

con le acrobazie più spietate,

senza rete, naturalmente.

 

Avevo sedici anni (ballata popolare)

By Poesia 2 Comments

Ero bella, malata,

bianca, splendente,

quando segretamente

caddi innamorata.

di un uomo assai più grande.

Fu allor che mia sorella

prese a desiderare

un cane ardentemente.

Mia madre lo negava,

mio padre, conciliante,

fece apparire in casa

quattro pappagallini

Non fu la stessa cosa.

Li nutrivamo a turno

con semi piccolini.

Quei carcerati, alati,

di certo disperati

mai vollero cantare.

Vicino alla finestra,

al di qua della gabbia,

anch’io guardavo il cielo,

fingendomi in prigione

e forse già lo ero,

languendo di dolore

invece di volare.

Dei poveri uccellini,

ci fu chi prese un male

e non potè guarire,

chi, coraggiosamente,

prese la via del sole,

non volle più tornare.

Romeo rimase solo

e prese a gorgheggiare

per un intero giorno

e poi morì d’amore.

Io, molto lentamente,

volli dimenticare,

piano guarì il mio corpo,

e, mai del tutto, il cuore.

Ora son qui che vivo

e vivo gorgheggiando.