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Persa in un sogno

By Poesia 5 Comments

Intrappolata fra le tue forti braccia

giaccio supina

senza poter dormire,

persa in un sogno

che sa di castagnaccio

e fili di lana bianca

fra i miei capelli mossi.

Ho i fianchi larghi,

la pelle tesa e secca,

sono una donna finalmente,

forse m’è nato un gatto,

un cane, o un tiepido pulcino

mentre mi ride dentro forte

la storia di un bambino.

E l’impiantito dei sogni

mi scorre sotto i piedi

così gentile, denso e lento…

 

Bella per sempre (mottetto)

By Poesia 2 Comments

Così, nell’acqua di un fosso

si dissolve un papavero rosso,

un amore nato per gioco

che nel sogno ritorna per poco

e risplende di stelle e d’aurora

quando il cielo già trascolora.

Fra le ciglia frementi una donna

cela ancora il ricordo e sospira

al risveglio, per sempre, da allora,

rotolando sul volto senile,

come perle, lacrime pure.

 

 

Scarpette

By Poesia 3 Comments

 

Quante scarpette nella mia vita,

ora posate su questo scaffale,

così lontano dalla smania di andare…

Quelle marroni, con il fiocco di raso,

quasi correndo dal mio professore

arse nel rogo del  primo amore,

quelle d’argento della festa da ballo,

col vestito verdino di seta moiré,

e il caro ingegnere più grande di me

che la bocca bambina non seppe baciare,

quelle sbagliate per prendere il mare

col biondo ragazzo dagli gli occhi nel cielo

e parole di ghiaccio per farmi morire,

quelle da sposa col tacco sottile

e il passo da donna, per andare lontano…

Ma ora non so, perché quelle che indosso

fanno il cammino del quotidiano,

forse il colore e persino la forma

diventano belle quando noi le smettiamo.

 

Accorgersi del verde all’improvviso

By Poesia 4 Comments

Verdeggiando.jpg

Alza la sua fragilità di rami spogli

ed è per via del sole che ti accorgi

che t’appariva vizza e vecchia e secca,

poi guardi controluce e sai che indossa

un seducente trapuntato manto:

La primavera arriva verdeggiando

e il sole la rivela nel mattino,

di gemme e nuove foglie adorna,

ancora così acerba, un giorno donna.

L’arazzo di seta

By Poesia No Comments

giapponesina a colori

Quando m’abbandonò l’amore

per non aver trovato la mia via,

marinaio perso nei flutti dei pensieri,

la sua nave ogni giorno più lontana

dalla rotta di casa mia,

la lanterna sempre accesa

del mio cuore cadde in mare

e la notte disciolse in cielo

e dovunque l’inchiostro nero.

Fu così che volle morire

la mia anima illusa dall’attesa

e da tutte le stelle sparite

in cui credeva. Io corsi in casa,

l’anima intanto mi seguiva.

Non la potei più trattenere,

saltò lieve nell’arazzo di seta

e divenne per sempre ed è tuttora

un’attonita geisha giapponese,

io una donna di pietra.

La donna stella (morire d’amore)

By Poesia 9 Comments

la donnastella

Un letto d’amore

appeso alla luna

e dentro un donna

che invoca il tuo nome.

Ha freddo nel corpo

la donna del letto,

non è colpa del vento

se trema piangendo.

Tu sogni di andare

fin dentro al suo cielo

saltare nel letto,

cullare la donna

soffocare coi baci

ogni sospiro…

Ma svegliati, uomo,

la donna del letto

è solo una stella

lontana, che muore.

 

 

Piange la Primavara

By Poesia No Comments

Primaverafiorita

In equilibrio

su enormi zeppe

di giunchi intrecciati

rivestite di fiori

caracolla la Primavera.

La potresti incontrare

sui prati

inzuppati di fango,

più donna meno bambina,

coi capelli bagnati

di pioggia

a rimpiangere il sole

del primo mattino.

Con la candida veste

che ha rubato

all’aurora

incollata al suo corpo

tremante di vento

la potresti vedere…

Si siede sul bordo

del fosso, si china

a interrogare le rane

sul destino di morte

di gialle giunchiglie,

degli iris stremati

dei bianchi narcisi.

Si specchia nell’acqua,

la potresti vedere…

Pensa:

“Ero molto più bella

quando l’arcobaleno

mi cingeva la chioma!”

E piange più forte

e tu vedi che piove…

L’ora del tè

By Poesia 6 Comments

la rossa

Ancora un giorno

speziato di amaro

avanzi di sole

di sale dal mare

tingono un cielo

che sereno non è.

Nerbi grigi

di rorida bruma

schiocca il vento

a frustare il tramonto.

Geme il ceppo

arso dal tempo

dentro al fuoco

che brucia i miei giorni,

ma, se mi guardi

non vedi che questo:

sono una donna

che beve il suo tè.

Donna roccia, donna sorgente

By Poesia No Comments

calcare_Fotor

Ho visto le tue lacrime segrete,

donna roccia.

Mi sono dissetato alle sorgenti

della tua infelicità.

Sei bella,

come un’aurora sul ghiacciaio.

Non mi lasciare ancora,

donna sorgente!

Non scivolare via

da queste mani

fra cui da troppi anni

scorreva la tua vita.

 

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