Sa genti arrubia

fenicottero in palude

Aspettando in palude

un evento stupendo,

fenicottero stanco,

io consumo il mio tempo

nel salmastro confino

mentre migrano a stormi

da oriente a occidente

questi miseri giorni

e non cambia mai niente.

Quale colpa di madre

o mio orrendo delitto

mi ha legato le ali

perché mai io sfrecciassi

come lancia nel cielo

a ferirne l’azzurro?

Museo d’arte moderna: installazione

roveretomartcornice_Fotor

La mia disperazione

è grigia e solitaria:

una donna di pezza senza faccia

chiusa

in un polveroso confino

giallo ed arancione

sondato, a caso

da fasci di raggi

troppo luminosi.

Il suo silenzio dilaniato,

a caso,

da urla di sirene.