Una telefonata

il-vaso-dei-fantasmi

Non ho da scrivere

se non di sogni brutti

dove la luce non entrava.

Anzi, c’era tempesta,

e il giorno in notte

repente trasmigrava.

Poi, all’alba, per fortuna,

la tua telefonata,

come una bastonata

a fare in cocci i vasi

disperati e occlusi

dei miei foschi pensieri

e tutti quei fantasmi,

chi dannato, chi beato,

ma da tempo rinchiusi,

dileguarsi su in cielo.

Il rastrello

Giardino zen

Questo venerdì

che pare una domenica…

Vuoto di silenzio addormentato

e una specie di nebbia

fuori e dentro la testa.

Niente per riempire,

solo cocci di una notte

di stanchissima veglia

primavera stenta

stagnazione immensa.

I discorsi del rastrello

col ghiaino nel giardino

solchi zen di illusione,

grigio su grigio,

le inutili domande,

la verità che non si espone.

 

Stelle infrante (sottosopra)

Piccola sfinge di peluchecon zampe e stelle

Un pesce palla mutante

mi osserva dismorfico

col suo terzo occhio

da un mare in fermento

(che fa le veci del cielo)

in un mondo capovolto.

Inquietante. E le stelle?

Le stelle in cocci di luce

mi pungono i piedi

illuminando il cammino

lattescente. Che ne pensi?