Haiku

nero di pioggia firmato

Gocce di pioggia

sopra il nero del cuore

fresche speranze

 

Poesia

Non troppa!

gocce di pioggia sul mio viso

Rotola rintocchi

la campana della chiesa

in anelli di foschia,

ristagni di speranza

in questo cielo nero,

sembra una sera d’inverno

ma è mattina.

Si coagula il respiro,

ed è preghiera:

Che cada la pioggia

a dissetar la vita mia,

amen amen e così sia!

Rosa di maggio

ombra-della-rosa

Uovo all’occhio

mela e purè,

questo stasera

io mangio

e non desidero altro.

Era il mese di maggio,

ricordi, mammina?

Nonna Amalia

mi portava al rosario

ed il sole al tramonto

decorava la chiesa

con l’ombra lunga

e nera della rosa

che di rosso

fuori splendeva.

Ah, come mi sentivo buona!

Tu, a casa, intanto,

preparavi la cena.

Piccole icone (il vero matrimonio)

icone

Il vero matrimonio fu celebrato un giorno,

non mi ricordo quando, ma c’era il sole e tanto,

almeno quello dentro. Non mi ricordo dove,

ma certo fu sul mare, quel piccolo paese…

Il tempio, una vetrina, di quelle fatte specchio.

Tu fosti il celebrante, e questo il breve rito,

guardandoci riflessi, dicesti col sorriso:

“Siamo una bella coppia e avremo due bambini.”

Espressi il mio consenso, scandendo loro nomi,

anzi, per il maschietto, lo pronunciammo insieme,

per la bambina, invece, lo dissi solo io.

Poi ci baciammo un poco, scambiandoci il respiro.

Stringendoci la mano, lasciammo quella chiesa,

e intraprendemmo un viaggio che più non è finito.

Il lungomare

Torre e campanile

Distratta come sono,

ho imparato a memoria

ogni pensiero

legato alle pietre,

all’asfalto di rughe

invecchiato e corroso

allo sterrato rosso

all’ostinazione delle tamerici

a fiorire nel vento,

alla chiesa, alla piazza,

l’accademia navale

e l’azzurro del mare.

E ci sono stati i miei passi,

avrei detto per sempre…

Tornare, ogni giorno tornare

ricalcare me stessa

ogni giorno più nuova,

ogni giorno più vecchia

in continua gravidanza

di eroi disperati

e di dei ripudiati

con il cuore al galoppo

e il mattino che pareva

sempre così chiaro.

Il mio viaggio così lungo

eppure così corto,

sempre lo stesso viaggio,

durato sedici anni,

andata e ritorno.