Alba sul mare

By | Poesia | 8 Comments

E poi, la mattina,

com’è bello lo spiaggiarsi

della sabbia quieta

dopo la marea lunare,

con il ventre pregno

delle carezze del mare,

segni di onde,

onde disegni,

stese ad asciugare!

Verso le dune

corre ancora

l’orma del trampoliere.

Oggi la luna

tramonta a quest’ora

e l’alba si spoglia

stracciandosi le vesti

in piccoli brandelli rosa.

Canto notturno della cugina Mida affacciata alla finestra dalla cornice bianca

By | Poesia | 2 Comments

Mi pare di vederti, lì affacciata,
alla finestra aperta sulla vita.
Vive la tua pelle di carezze
e il vento questa sera passerà,
alitando un soffio caldo
sulla tua bianca pelle,
il passato nel futuro muterà.
“Ancora amore, Mida, ancora
ti doneranno presto queste stelle!”
cantano i grilli dai trifogli in fiore
di buona sorte profeti e dispensieri.
Nella cornice bianca sulla notte nera
chi passa non ti vede, ma ti sente,
come un enorme battito di cuore
e forse chi ha fortuna percepisce
dei tuoi capelli biondi il timido bagliore.
Ma ti ricordi, cara Mida, questa sera,
com’era bello il nostro antico mare,
dove la notte su pattini d’argento
incideva fantastici sentieri
e scintillava di stelle l’orizzonte
e lontane danzavan le lampare?
Canta per me quella canzone vecchia,
che parla della luna e di perduti amori,
e fai la voce scura e passionale,
così ch’io ascolti e finalmente pianga
su quello che non può più ritornare.

Ieri, in Venezia

By | Poesia | 4 Comments

Questa sera la sentivo più mia

con le vene dei canali sotto i passi,

languido il corpo dischiuso

alle carezze dell’ultimo sole

come un donna stanca che si offre

appena prima di dormire…

Chi l’avrebbe detto, amico caro,

che mi cammini accanto 

condividendo le fatiche del mio fianco

che, dopo tanta indifferenza,

reciproca direi, in questo maggio freddo

un po’ l’avrei amata,  di un amore incerto, 

un po’ mi avrebbe accolto nell’esilio stanco?

Nota: L’immagine, intitolata “il Pontino” è un acquerello di Riccardo Scarpellini

Respirazione alternata

By | Poesia | No Comments

 

Vorrei che tu capissi

quanto ti sto vicino…

Molto più che amore

è stato gemellaggio,

la vita condivisa

respirando la stessa aria,

una narice per uno,

tu con Pingala, io con Ida.

Come in un solo corpo,

il cibo fu lo stesso

per tutti questi anni

assaggiando le molecole

con una lingua sola,

piangendo le stesse lacrime

e il loro amaro sale

e con la stessa pelle

gustando le carezze,

le mani così uguali…

Una lonza leggiera e presta molto

By | Messaggio ai lettori, Poesia | 7 Comments

La lonza e il caprifoglio

Nello zoo di bestie infernali,

la mia preferita sei tu,

amabilissima lussuria,

madre di tutte le carezze,

ritorno all’ Eden primordiale.

Quanto è bello peccare

senza   fare del male!

Aspettando che fiorisca

odoroso il caprifoglio

sul mutevole turgore

delle dune,

tu ti insinui  scivolando

fra le coltri, per l’amore

senza legge né stagione.

Avviso: Carissimi lettori,  per qualche giorno potrei essere meno presente, perché sarò impegnata a “ripulire” il mio fedele computer, per renderlo di nuovo agile come era un tempo. A prestissimo!

Un ferragosto

By | Poesia | 4 Comments

Bucato a Montenero

Il giorno si allarga

per pennelli di cielo

di un grande pittore.

Il mattino fu fresco,

come il dolce respiro

dei tuoi tre  bambini,

e capelli di sole

color chiaro lino,

poi sempre più caldo,

come  un tempo l’amore,

ma non faticoso,

per carezze di vento

e la pelle che ride.

È un bel pomeriggio,

tu stendi il bucato

e a un tratto capisci

che questa tua estate

non vuole morire.

La Fenice

By | Poesia | 3 Comments

Fenice

Oggi il sole

piove sulle cose

raggi gialli

lunghi molli

carezze amorose

viole odorose…

Rottame del fato

nel celeste cammino

esplosione di stella,

in frammenti d’iridio

di te fui compagna

ogni anno, d’inverno,

e d’estate e d’autunno…

E di nuovo ritorna

il cammino del tempo,

replicata ma nuova

gran spirale di rose.

Io respiro con te

dolci tiepidi giorni,

con il sole che cresce

e ci nutre di fiori,

primavera rinata

ed ancora… la vita!

 

 

Neve a Livorno

By | Poesia | 5 Comments

come nevica
La città alitava
fiati di neve,
la sentivamo fioca
da dentro la casa.
Già sapevamo,
ma volemmo, indiscreti,
vedere.
Con bocche di persiane
gustammo
il bianco spesso del cielo
e la notte, lì,
liquefatta, discinta,
le vesti slacciate,
sorprendemmo
con gli occhi gialli
dei lampioni
e le carezze arancioni
lascive del parcheggio
deserto (il bar era chiuso.)
Poi ritornammo a letto
contenti

Le mani

By | Poesia | No Comments

mano-rosa-erosa

Sai che mi ricordo ancora

di quello strano addio che non avvenne,

perché sette giorni dopo ritornasti?

Eppure ci rimasi molto male,

eravamo, amore, a Portofino,

là sul monte per guardare il mare

e quando mi parlavi così strano

promisi a me stessa di non telefonare,

né di cercarti mai e ti guardai le mani,

così per ricordarle, casomai…

tanto sottili e chiare, eppure forti e grandi,

e le carezze sparse, fragili farfalle…

Poi l’aria marzolina respirando,

un po’ primaverile, un po’ invernale,

decisi di affidarmi al mio destino,

sicura del nonsenso del lottare.

Se tornerà, mi dissi, sarà perché lo vuole.

Né baci, né promesse, né parole,

né tantomeno lacrime e sospiri,

attesi sette giorni ricamando

piccoli fiori all’ombra del rimpianto.

E ritornasti e son passati così tanti anni,

e siamo ancora e sempre insieme,

che se li conto mi spavento, ma va bene!

Ti porto le mani (la poesia della scimmia che gioca con la tastiera)

By | Poesia | 5 Comments

la-casa-rossa

Grazie per il parcheggio

sotterraneo nel tuo cuore

ah, dovresti saperlo

che sempre più spesso

nemmeno io mi fido,

mi fido di me stesso…

Ma se è la mia storia

che tanto ti piace,

così fantastica

nella tua testa,

devi saperlo,

ragazza incantata,

che è solo un sogno

nella tua testa.

Nella tua casa

divento reale,

è questa l’isola

nella mia testa,

meglio dei mari

che ti racconto

e tu sei e felice

e ti abbandoni,

io sono un sogno

nella tua testa…

A casa tua io ci vengo

e ti porto le mani

per donarti carezze,

per rubarti le labbra

per prometterti cose

e baciarti le orecchie,

perché tu mi creda

e quando mi pare

poter ritornare.