Per la strada

Per la strada

Lo snodarsi virtuoso

fra la vita e la morte

del cammino assegnato

senza mai sostare

alla taverna dell’orco

per ballare e ballare…

La linda casetta,

il bucato e l’arrosto,

ogni cosa al suo posto

e una noia mortale.

Bisogna cambiare,

saltare nel fosso,

senza vestiti addosso,

rotolarsi nel fango

e cantare, cantare…

Aspettando il sabato

dal terrazzo al quarto piano

Il cammino sospeso

di un terrazzo

al quarto piano.

Dalla parte del mercato

un De Chirico in città,

dalla parte del.cielo

i pianeti, le stelle,

la mutevole luna

se sereno sarà.

Io, polena stupita

che mi sporgo dall’angolo

in favore di vento

sul futuro che verrà.

Il vicolo

Vicolo S

Io odio certe strade

dove scorre il passato

nei canali del tempo

e il vento col suo fiato

che mi sussurra dentro

momento  per momento

tutto  ciò che è stato.

Odio i miei giorni tristi

e i passi strascicati

odio i momenti belli

perché non torneranno

odio  l’indifferenza

sopra di me del cielo

e tutte le sue trame.

Perfino il mio cammino

e quando doverlo fare,

tutto fu già tracciato

scandito dai rintocchi

di inutili campane,

pietre scagliate addosso

e non poter scappare…

 

Effemeride maligna

Effemeride maligna

A parlare a te di questo giorno

farei più presto a dire:

“Sai non è successo niente”

però, per essere sincera,

dovrei raccontare una discesa

per un sentiero aspro e solitario

lunga fino al centro della terra

senza compagni nel cammino

e grida di rapaci intorno

aridità di rovi latrati di cani…

O, vita mia, dove stai andando e fino a quando?

portatrice d'acqua

Ho un carico di sonno

e lo porto in bilico

sopra la testa

e mi pesa e mi pesa

verso la fronte

così che pian piano

mi fa chiudere gli occhi.

Però non si può,

dormire, dicevo,

perché è fuori orario,

e così non si fa.

Mi riaccomodo il cercine

d’intrecciata pazienza,

sterpi e lembi di sogni,

poi la grande stanchezza,

in perfetto equilibrio,

per non farla cadere

e, aspettando la notte,

mi rimetto in cammino,

con il collo ben dritto,

a sbirciare la meta,

oltre un monte lontano…

Un fiume grande

il dio del fiume

Mi manca il corso fluviale

di un fiume silenzioso e lento

tante grandi anse, senza batticuore,

un cammino calmo e certo,

senza mai pensare, per quant’è lontano,

al mare. Ora la vita, a dispetto degli anni,

che sono pesanti come massi affioranti

e così tanti che è meglio non pensare,

senza riguardo per niente, corre e salta

e va come un torrente e l’erosione del cuore

è sempre più evidente e la speranza,

questo l’ho imparato, sai?

non porta proprio a niente

se non al tragico incidente

che fonde acque dolci e amare

e che si chiama sfociare.