Protesi esterna

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Non asseconderò

il tuo asservimento alla morte.

Lo so che provi dolore,

che non  è colpa tua,

che la paura ti plagia

e di distrugge la gioia

nell’ infinita attesa

di una fine che non pare

così pronta ad arrivare.

Povero tesoro

che ti mesci il veleno

da solo! Ascolta:

Una volta conobbi

un bambino malato

d’autismo, con il braccio

che pareva uno straccio…

Volevo salutarlo,

stabilire un contatto…

Ecco, tu che ancora puoi,

afferrala, questa mia mano

che allora tesi invano!

 

Esercizio di insonnia

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insonnia firmato

Luce accesa

Mi duole il cuore,

mano aperta sul petto

per dimostrare.

Un solo occhio aperto

mi guardi dubbioso,

ciclope irritante.

Dormire, dormire!

Luce spenta

Cataratte di ragnatele

ricoprono i vasti

soffitti della stanza

(quattro metri per quattro)

luce che filtra,

persiana bilenca,

occhi stanchi.

Ovunque pendono

funamboliche funi

e drappi di insonnia

per farmi scendere

da quest’ora infame

(le tre meno un quarto)

al non tempo del sonno,

ma adesso non posso.

Vorrei amarti ancóra,

ancorarmi alla boa

del tuo abbraccio possente.

Ma la tua schiena

mi sdraia contro

un silenzio indifferente.

Il tuo respiro parlato,

molto meno di un ronfo

e poco più di un sospiro,

si lega al mio fiato

così intimamente.

Catturo il tuo braccio inerte

e me lo drappeggio intorno

ancorandomi ancóra a te,

solo io consenziente.

Così non posso fuggire,

perché, se a volte il troppo

non sembra abbastanza,

certe notti ti accorgi

che il poco basta e avanza.

Luce naturale dell’alba