Camini

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Cinque camini allineati

scenari della sera

sopra i tetti. Note acute

delle antenne verso il cielo

lo spessore  del silenzio

ed il suo peso. Rantolando

inghiotte gente e passa

la voracità di un autobus.

La mia malinconia non parla,

attende.

Saudade: rimpianto del passato, nostalgia di un futuro che non sarà, speranza, accettazione…

 

Ragazzo grigio, io non so…

ritratto del ragazzo grigio

Come baccanti di talento,

lasciamoci andare alla gioia,

i motivi per farlo ci sono,

è già giorno, il sole è risorto,

la vita ci pulsa alle vene

e il vento ci gonfia le chiome.

Non siamo antenne del fato,

il futuro ancora non c’è,

distendi al sorriso le rughe,

hai ancora tanti capelli,

sono ricci, son folti, son belli,

a memoria di un tempo che fu…

I tuoi baci mi piacciono sempre

e in fondo mi piaci anche tu.

I radi confini dell’universo

Universo denso

Qualcosa di tremendo

sta succedendo ora

verso i radi confini

dell’universo.

Lo so. Lo sento.

A me succede

di avere turbamenti

dei  miei sensori

spazio temporali,

le antenne in sintonia

col tutto cui appartengo,

ed è temendo, di notte,

sentirle vibrare.

La rarefazione esterna,

la similitudine del dio

poco denso col nulla

del vuoto più estremo

e molto, molto lontano

non è un buon pensiero.

Sarà un bel giorno, invece,

quando il cammino

riprenderà all’inverso?

Ce la farà il dio

a ritornare denso

fino stritolarci

nel suo seno?

Finirà, per quel non tempo

il suo bizzarro parto

di differenziazione

che noi chiamiamo male?