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Preghiera del mattino

By Poesia No Comments

Eos del vaso

Alba, alba divina

che, quando è l’ora,

ti mostri più scura

della sera più nera,

poi, emorragicamente,

per un fendente di spada

inizi a sanguinare

da oriente

facendo sgorgare nel cielo

un fiume lattescente

e, anemicamente,

senza pudore

ti strusci alle case

fugando dai muri

del sonno il languore

mentre la notte muore

e la tua veste, perdendo

il candore verginale,

si inzuppa del sangue

nuziale, sposa del sole,

quando passi di qui,

ormai donna pietosa

del destino mortale,

dispensa l’amore

alla nuova dimora

e fuga per sempre,

stendendo la mano

dalle dita di rosa,

la rabbia, la lite,

l’odiosa discordia

e la vile paura…

Ascolta, o luminosa,

la mia pura preghiera!

 

Una telefonata

By Poesia No Comments

il-vaso-dei-fantasmi

Non ho da scrivere

se non di sogni brutti

dove la luce non entrava.

Anzi, c’era tempesta,

e il giorno in notte

repente trasmigrava.

Poi, all’alba, per fortuna,

la tua telefonata,

come una bastonata

a fare in cocci i vasi

disperati e occlusi

dei miei foschi pensieri

e tutti quei fantasmi,

chi dannato, chi beato,

ma da tempo rinchiusi,

dileguarsi su in cielo.

Mattinale

By Poesia No Comments

mattinale

Le poesie che nel sonno

spargo come ossi per cani,

e la notte affamata divora,

all’alba non tornano più.

Radi lembi di nebbia

funestano ancora la stanza,

allungo dal letto le mani

le ritiro trafitte di stelle,

piccole ustioni di sogni

che non si decifrano più.

Esercizio di insonnia

By Poesia 6 Comments

insonnia firmato

Luce accesa

Mi duole il cuore,

mano aperta sul petto

per dimostrare.

Un solo occhio aperto

mi guardi dubbioso,

ciclope irritante.

Dormire, dormire!

Luce spenta

Cataratte di ragnatele

ricoprono i vasti

soffitti della stanza

(quattro metri per quattro)

luce che filtra,

persiana bilenca,

occhi stanchi.

Ovunque pendono

funamboliche funi

e drappi di insonnia

per farmi scendere

da quest’ora infame

(le tre meno un quarto)

al non tempo del sonno,

ma adesso non posso.

Vorrei amarti ancóra,

ancorarmi alla boa

del tuo abbraccio possente.

Ma la tua schiena

mi sdraia contro

un silenzio indifferente.

Il tuo respiro parlato,

molto meno di un ronfo

e poco più di un sospiro,

si lega al mio fiato

così intimamente.

Catturo il tuo braccio inerte

e me lo drappeggio intorno

ancorandomi ancóra a te,

solo io consenziente.

Così non posso fuggire,

perché, se a volte il troppo

non sembra abbastanza,

certe notti ti accorgi

che il poco basta e avanza.

Luce naturale dell’alba


 

 

 

 

 

 

L’alba dell’addio (dopo una lunga notte di luna per due amanti disperati, di cui uno veglia, l’altro ancora dorme e sogna di poter restare)

By Poesia 3 Comments

ballerinafiori

 

Per quanto la luna danzi ancora

su questa folle aurora viola,

e ali di gabbiano grandi

sorreggano i volteggi dei suoi piedi,

amaro come la più fosca delle notti

senza una stella, né un pianeta in cielo,

amore mio,  già giunge il triste giorno

che tutto oriente adesso indora.

Gabbiani

By Poesia 4 Comments

gabbiani

Gabbie di gabbiani appese al cielo.

Gabbie di gabbiani ammarano

sulla cresposità dell’onda.

Sono prigionieri!

Lo senti come piangono?

Il loro grido evade

la circolarità di fiamma

dell’orizzonte all’alba.

Lo senti come piangono?

Il loro grido lima

la nebbiosa finestra

del mio sonno incostante.

Sono prigioniera!

Il risveglio umiliato

dai sudori notturni

ed i polsi costretti

dentro i ceppi dell’ansia…

I polpacci formicolano

per la voglia di andare,

le braccia si spalancano

nella mimesi del volo.

Inerte agonia isometrica

la consapevolezza del Fato!

Ogni orizzonte inscatolato

da un cielo più lontano…

Lo senti come piangono?

L’infinità senza senso

ha ingabbiato i gabbiani.

Metamorfosi all’alba

By Poesia 2 Comments

albadisegnata

Giacerà la mia anima grande

sulle molli colline dei sogni

intrecciando le nebbie notturne

ai lucori dell’alba vicina

e splendendo di antiche speranze

piangerà nell’eterna rugiada.

Era un’alba così

By Poesia 2 Comments

Alba a Milano

Milano, la mattina del venti novembre duemila quattordici

 

Era un’alba così.

Così contenta

di volare sopra i tetti

di Milano,

da strapparsi i vestiti

sul nero dei grattacieli

in drappi di tulle e di raso

gialli, celesti, rosati,

senza darsene pena.

La sentivi ridere

come una rugiada serena

e vedevi i suoi denti di opale,

la sua bocca di porpora

rossa

e la sentivi cantare.

Era un’alba così

su Milano,

me ne dovrò ricordare…

 

 

 

Alba a Sordevolo

By Poesia 4 Comments

Sordevolo pittorica all'alba

Dalla finestra all’ultimo piano,

affacciata sul rosso dei tetti,

vedevo l’alba entrare in paese

furtivamente, strada per strada,

trascinando filacce dorate

che l’aspro artiglio della montagna

dalle vesti le aveva stracciato.

Non udivo il rumore dei passi,

ma argentee note, come di cetra,

cadere a gocce e petali rosa

nel silenzio del calmo mattino.

L’alba di mia madre (a Genova)

By Poesia 9 Comments

Arco di alba fusion

È da molti giorni

che, cercando l’alba

più bella della vita,

quella di Eos che danzava

e con sciarpe rosate

frustava l’immenso,

io rivedo invece

la più triste.

E tu che morivi, intanto

e dal cielo le fiamme

a lambire la tua casa

tutto intorno

e c’era una gran musica

che sorgeva all’orizzonte

tracimando in mare,

eppure silenzio…

 

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