L’ora di cena

spaghetti e funerale

È l’ora della pastasciutta,

non m’importa di nient’altro,

o così sembra,

perché quando mangio

io non  penso.

Ma prima e dopo e sempre

io questo senso della vita

proprio non lo digerisco.

Tutto questo affanno,

lacrime e cipolle, il pasto,

risa e risotto  e pianto

nello stesso piatto bianco.

Tragica fisicità banale

di un anima mortale,

spaghetti e funerale.

4 thoughts on “L’ora di cena

  1. Accetteresti una battuta senza che questa risultasse indice di superficialità da parte mia? Ho colto infatti il senso profondo dei tuoi versi… ma mi verrebbe da dire: se eliminassimo tutte le cipolle che ci circondano? Credo anch’io di averne incontrata qualcuna, trovandola molto indigesta. Ti abbraccio. Piero

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