La tua canzone

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piano

Questo amore così strano

prendilo come una cosa in più

che durerà

finché vorrà.

È tanto tempo, sai

forse una vita o due,

anche se fosse un anno!

Parlo di intensità…

Continua a respirare,

intanto,

se sai cantare canta,

distrai l’amore troppo

grande

con la semplicità…

nananananà, nananananà….

Gastroscopia urbana

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metropoli

Bulimica di metropoli

vomito tubi al neon

fossili.

Suoni

post dodecafonici

cigolii di pneumatici

stridii di freni

tossici.

Tunnel

di metropolitana

lunghi una vita

affannata di passi.

Vomito il mio vomito

estrudendolo a morte

dallo schizofrenico sincizio

dei miei visceri coi tuoi,

metropoli

La tela

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Atropo

Non so mai

se ho sprecato

e quanto ho sprecato

della mia misura di vita.

Benevole Parche,

contate vi prego

le dita di filo

che per me

ancora pendono

giù dal fuso del cielo.

Così che io le tessa

fino all’ultima spanna.

La palizzata lungo la duna a primavera (la morte e la vita)

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duna col rosa

La duna si è offerta

ai venti fecondi

e  ai connubi d’amore

graffiati dal mare.

Ritorna la vita

fra la sabbia salata,

di rosa, di giallo

si è rivestita.

Eppure c’è un legno

che, per quanto si affanni,

per quanto sospiri,

non prude di  gemme,

né arde di fiori,

né manda radici

a suggere umori…

Non ho più

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Fatica

 

Non ho più

nessuna ispirazione.

Io prima ci mettevo tutto,

sangue, fantasia e la follia

che poi regolarmente

mi veniva rimproverata

e, come i bravi commedianti,

tanta improvvisazione.

Guitto d’eccezione, io, la vita

me la inventavo

sul ritmo del respiro

e cercavo di saziare

la fame d’amore.

Non mi chiedere adesso,

insano fruitore

del mondo che appare,

dove tutto è così saggio

e corretto, di provarci

di nuovo. Con regole tue.

Non ho più ispirazione.

Nel fiore degli anni

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angeliblu

Nel fiore degli anni

cercava la vita

la fonte dei giorni

le ragioni.

La morte,

annidata nel corpo

come un feto indiscreto,

intanto, aspettava

il suo tempo.

E venne quel giorno,

Il giorno dei giorni,

e non capì niente

nemmeno si accorse.

Truffato, da sempre.