Birra amara

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Birra amara

Bere la birra

per dimenticare…

Dimenticare la birra

per salvare i ricordi…

Non so cosa fare.

Infernale la vita

senza i tuoi sorsi

di freschissimo amore,

sete di ricordi,

di quest’ultima estate

di sabbia e risate di sole…

Ma che cosa ti ho fatto

per indurti a partire

e avvelenarmi la vita

da qui agli ultimi giorni?

Altrettanta l’urgenza

di dimenticare…

Portami svelto una birra,

che sia alta di spuma,

come la rabbia del mare,

che graffia gli scogli

in questo gelido inverno,

(a me è toccato restare.)

Portami svelto una birra,

prima che io muoia

lungo stecchito disteso

sotto questo misero tavolo

bara della mia solitudine,

portami svelto una birra,

oste della malora!

Delirium (uscita dal solco)

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delirium in rosso

Arrivato è il suono

dell’autobus da sotto,

quattro piani fa,

per essere precisi.

Sono le nove

ante meridiem

e ho preso la febbre,

così tengo il cielo

fuori da me.

Sono isolata

nella mia solitudine

nell’inutile mondo

delle cose importanti,

i piatti, i bicchieri,

la lavastoviglie,

le pareti coi quadri,

il bucato da fare.

Rorida prigioniera

di tosse e di brividi

penso alla gente

che chissà dove va…

Pomeriggio in casa

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La tubizzata delirio

Adesso la solitudine

ha una voce di macchina,

tubi dell’acqua,

turbìne in cantina,

chissà. Respiri del nulla

e io qui da sola

con la mia voglia di dire,

riempire, riempire

il vuoto di un tempo

che più si prolunga,

più  perde senso.

Intanto che ascolto,

mi sento, respiro,

amo tossire, così,

tanto per fare…

Sottovoce racconto

alla  ventola chioccia,

noiosa ma fresca,

il nonsenso dell’essere

senza il capire.

Il vicino di casa

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il vicino di casa

E poi, dopo giorni

veramente duri,

caro vicino,

col piccolo cane

con cui passeggi

la tua solitudine

sui freschi viali

di una città di mare,

il mattino,

caro vicino,

mi arrivi tu,

col tuo sorriso

sempre più disilluso

e, ben informato

su tutti i miei mali,

mi consegni così.,

fra la fretta di strada,

il marciapiede,

e la cristallizzazione

della portiera dell’auto

che già si chiude,

perché me ne vado,

mi consegni così,

col tuo sguardo

disarmante disarmato

annacquato,

la voglia e il motivo

per trovare un sorriso:

“Si vogli bene, mia cara!”

e riguadagni la porta di casa.

Giardino d’inverno

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bosco-nudo

Anche oggi la solitudine

m’affama d’amore

e tanto più il silenzio

scava solchi nel mio cuore

quanto più il frigido inverno

tacita e spoglia le aiuole,

non più trilli né rose odorose,

ma caduta di foglie,

di speranze, di voglie,

così che il sogno di andare

diventa mendace chimera,

resterò qui, aspettando la sera…

(Non so mai se pregare

che non cambi più niente

o che qualcosa si muova.)

il mio studio

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divano

Musiche d’antan

la California alla televisione,

i suoi vigneti esperti

l’uva che anche qui matura.

Un altro giorno esplora

le strade del tramonto

il mio angolo di solitudine

lento si oscura. Guaisce

il cane della casa accanto

si lacera in quest’ora

il cuore nel rimpianto.

Gelato moderno, senza

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gelato

Gelato moderno, senza.

Senza latte. Fragola,

cioccolato e cocco.

Solitudine. Senza

ascolto. Niente panna.

Con molta estate,

che gira musica

da giostra, intorno.

Voce del verbo bannare

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manichino modificato

Voce del verbo bannare

 

Io ti vorrei bandire dal mio cuore,

ma oggi si dice bannare.

Sono passati tanti anni

da quello che credevo amore,

tanti che non ricordo

se valesse la pena

di piangere per te.

Io sono un’anima bianca,

sempre che l’anima esista,

che io ne abbia una

e che abbia un (non) colore.

Innocente fino a essere scema,

la mia anima ha una bocca stupita,

sempre che ne abbia una.

La mia anima non ti banna,

sempre che io ne abbia una.

La mia anima salva le briciole

di un sospetto d’amore

per quella fame che la sera l’assale

quando si accorge di essere sola.

 

Fata Morgana (viaggio nel cuore)

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invernoastrattodue

La mia fuga sul lago

di ghiaccio di pianto

scivolando le curve

a sfidare il destino.

Gabbiani di neve

a larghe falde

solcano un cielo

che la notte fa nero

palpitando in un volo

felpato. Solitudine

senza eco. Tremori

come alberi vestiti

di gemme d’inverno…