Vostra Silvia

Dio affacciato sull'universo

Lunga lettera agli amici

di sempre, che poi sarebbe mai,

se guardo proprio bene,

senza parole, senza conforto,

senza andata, senza ritorno

pareti di silenzio per i miei

graffiti, più che muti, zittiti

e quest’orrenda cecità

per i miei sguardi disperati…

Come una capra affamata

cerco il sale, il sodio, della vita

e lecco lungo i muri della strada

disgustose indifferenti amenità,

insipidi marshmallows molli

di buonismi esasperati,

che trasudano pensieri positivi

d’inquietante e rosata falsità.

Miei signori, vi immaginate Dio,

affacciato al  suo balcone

di beata eternità, che ci guarda

fra le stelle ed i pianeti

e decide per ognuno che farà?

Io non sono un fan di Vasco Rossi,

ma una cosa mi piace, che cantò:

“Siamo soli…” Vi saluto, scriverò.

Nemmeno qui

verso sordevolo d'inverno

Ha steso l’inverno

una coltre di brina

sui prati di un tempo…

Un sole azzurrato

asciuga i ricordi

il tormento del vento

congela ogni pianto.

Eppure ritorno,

ostinata ritorno.

Ma ogni luogo è un esilio,

ogni meta un ostello,

non c’è posto per me,

non riposo, non casa.

Sono tornata!

C’è un bel silenzio

come di neve…

Scorrono pensieri

come le nubi

gusto il ritorno

perle di miele

lagomontano

Nota

Forzata immobilità imprevista, giorni molto difficili, ora un prudente riaffacciarsi a queste giornate così lente, ma che percepisco diverse, come se cominciassi a valutare meglio la preziosità della vita: ecco il cielo, ecco il sole, l’aria, le carezze degli sguardi e delle mani di chi mi ama. Ringrazio qui tutti quelli che leggono e apprezzano le mie poesie, cui non ho potuto rispondere singolarmente, come ho sempre fatto finora. Forse per un po’ i miei ritmi saranno diversi, tuttavia… sono qui!