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Daimon

By Poesia 4 Comments

Il sublime subliminale

vibra sull’arenile,

sostiene le mie ali

e la libertà di volare.

Mi potresti sentir gridare,

sono la poiana in amore

e il falco predatore.

Come sono piena, adesso,

nei confini dell’estasi

tra l’essere e il divenire!

Sono il cielo che si sversa

nell’azzurro ibernale del mare

e trattengo sulle spalle

la neve che si attarda

giù dal colle fino a congelare

le lamine d’acqua

di un breve temporale.

E mi specchio e mi piaccio,

sono il mattino del mondo,

dentro un dio molecolare…

 

Ancora una volta ringrazio Paolo Scarpellini per questo magnifico scatto, che ispira e illustra la mia poesia

 

Sequitur se ipse et urget gravissimus comes

By Poesia 10 Comments

gabbiano blu firmato
Che ne sarà di me?
Voglio andare via.
Via da questa casa,
via da questa strada…
Il mio inquieto sguardo
già si libra
sopra i tetti bassi
di una città di sonno.
“E il mare?”
Non mi mancherà il mare,
né l’aria fresca azzurra
venata di vento.
Avrò i ricordi ad increspare
l’oceano salso dell’addio.
Ah! La chimera del viaggio,
orrendo uccello migratorio,
poiana del dolore
che ripete il suo verso
nel mio cielo in tempesta:
“Povera te! Povera te!”
Penetra i cupi nembi
un irridente, funerario sole
officiando lunghi raggi
di gialla punizione.
Seneca, Seneca,
che ne sarà di me?
Dietro quanti orizzonti
è celata la terra
della libertà da me stessa?
…Non esiste paese…

Ringrazio Riccardo Scarpellini per avermi “passato” questa sua vecchia, vecchia fotografia, che ho rielaborato.