L’ultima neve

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l'inverno che se ne va

Suonano di ossa stanche

i miei già lenti passi nella vita

e più la primavera affanna i rami

di fiori gemme e nidi nuovi

e inventa cieli azzurri e voli

più io mi sento estranea e grave

e più si fa vicino il bianco giorno

in cui mi donerò all’inverno

e gli sarò compagna in gelide contrade.

Alba d’inverno

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orme in un'alba di neve

Com’è buio

il silenzio

dell’inverno!

Potresti immaginare

la neve

e l’orma

dei tuoi passi

del ritorno,

il battito del cuore

alla finestra,

mentre il cielo

trascolora

in bianco.

Gastroscopia urbana

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metropoli

Bulimica di metropoli

vomito tubi al neon

fossili.

Suoni

post dodecafonici

cigolii di pneumatici

stridii di freni

tossici.

Tunnel

di metropolitana

lunghi una vita

affannata di passi.

Vomito il mio vomito

estrudendolo a morte

dallo schizofrenico sincizio

dei miei visceri coi tuoi,

metropoli

Prezioso

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gondole solo

La tristezza che incanta

dei brevi ritorni,

il rimpianto che assale…

Gondola affilata

color ebano il cuore

taglia acque di pianto,

già  prima di partire

vorrebbe tornare

lungo il canale,

dove ora dondola,

assurdamente.

Ogni parola di perla

pare già detta

e rotola dentro

a un buio forziere

senza aver tempo

di splendere al sole.

Io stessa, i miei passi,

non faccio rumore.

Il nostro bar a Tirrenia

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il nostro bar

Non è che ci diciamo

grandi cose,

anzi, certe volte

tu leggi il giornale,

io no, perché la guerra

mi fa male.

Due macchiati tutti i giorni,

il nostro angolo al bar.

Siamo molto diversi, noi due,

io salato, tu dolce.

Poi, di comune accordo,

tentiamo la sorte:

un gratta e vinci

per continuare a sognare.

È amore questo?

Non diciamo parole,

dopo chissà quanti anni…

E un tempo, fu amore?

Ma che cosa ci importa?

L’aria è fresca, serena.

Facciamo due passi

lungo il mare…

Alba a Sordevolo

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Sordevolo pittorica all'alba

Dalla finestra all’ultimo piano,

affacciata sul rosso dei tetti,

vedevo l’alba entrare in paese

furtivamente, strada per strada,

trascinando filacce dorate

che l’aspro artiglio della montagna

dalle vesti le aveva stracciato.

Non udivo il rumore dei passi,

ma argentee note, come di cetra,

cadere a gocce e petali rosa

nel silenzio del calmo mattino.

Bolgheri

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Bolgheri cornice

Così triste

vederti camminare

due passi avanti a me

come a scrutare

la strada del destino…

Una tardiva primavera

mi ha guarito

per non veder rugiade

dentro al tuo sguardo bruno.