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Cielo piatto

By Messaggio ai lettori, Poesia 6 Comments

Per una maligna ispirazione

è stato concepito

un cielo piatto

cui trovare nuovi ridicoli astri

che non hanno splendore.

Questo è dunque il mio sole?

Come funziona adesso il tempo?

Chi deciderà della mia vita?

Questo buio aeratore?

Dio come sempre?

Il medico di turno?

O la più algida infermiera?

Messaggio per i lettori Prima di tutto, bentrovati a tutti voi, quanti avete potuto continuare la vostra vita senza spiacevoli scossoni, ma anche a voi, che, seguendo il mio pessimo esempio, avete condotto scorci di esistenza disastrati e scoscesi quanto basta per farsi abbastanza male. In sintesi, sono tornata da un viaggio all’ospedale con soggiorno di 12 giorni, per nulla recuperata nella salute, per cui ho ricreato, mio malgrado, un noioso cordone ombelicale, non con la mia defunta madre, ma con la tettina d’acciaio della bombola dell’ossigeno. Eccomi quindi a celebrare con voi questo equinozio, che per me, strettamente confinata a letto, non conosce che un cielo e astri artificiali. Che dire ancora? Niente, se non aggiungere le mie scuse per le improvvise incolpevoli sparizioni, i miei auguri per il vero equinozio, il mio affettuoso abbraccio, sincero anelito di vita. Mandatemi un respiro…

Vostra Silvia

 

Metamorfosi vaccina

By Poesia 3 Comments

Caro dottore,

dammi l’ansiolitico,

levami l’ispirazione,

baratto con l’anestetico

l’afflato poetico.

La sensibilità mi rovina,

dammi una medicina,

voglio guardare il cielo

solo per sapere

se domani si va al mare,

senza accorgermi dei colori

e dei ritratti di dio

fra le nuvole,

coronati da raggi di sole,

che posso vedere

nelle pareidolie anemofile

delle mie sere.

Dottore, fai di me

una mucca pasciuta

che rutta sapori aromatici

e si contenta di ruminare

il pasto  vegetale

prima di dormire

senza  provare rimorso

se ha ingoiata farfalle

e margheritine intere…

Ansia anticipatoria

By Poesia 3 Comments

corona di spine

Un giorno morirà l’ispirazione.

Una brutte cicatrice nera

fasciata di pudore

e la gran voglia di guarire

girata intorno al collo,

un irto tatuaggio di dolore.

Questo resterà della mia voce:

laringectomia del canto,

poi un silenzio atroce.

Lamento di una tomba (ossianicamente…)

By Poesia 2 Comments

tomba

Quando la mia faccia

sarà una o slabbrata

con narici da clown triste

e occhi tondi spaventati

Quando la pietà del marmo

negherà al tuo chiaro sguardo

il mio sembiante disarticolato

di marionetta troppo magra

che nei vestiti larghi e stinti

esegue danze senza tempo

sulla solenne musica del vento

Quando dai nostri incontri

non privi di passioni

secernerai soltanto lacrime,

feconde di recise rose e viole

Quando mi mancheranno voce,

ispirazione, estro, sensi e tempo,

per convincerti ad amarmi,

allora mi vorrai, ma sarà tardi.

 

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