Babbino scheletrino

Giorgiasma ciano e stelle

Non credevo si potesse…

Stanotte ho sognato

tanta sofferenza,

la sofferenza in persona.

Certo era mio padre,

appariva confuso,

umiliato da tanto parlare.

Aveva fatto cose da vecchio,

senza capire,

ed era stato sgridato.

Tanto.

E aveva cominciato

a impallidire sulla fronte

e a riempirsi di sudore.

Non si difendeva,

restava in silenzio,

e intanto, dimagriva,

così, a vista d’occhio.

Me lo prendevo fra la braccia,

quel mucchietto d’ossa,

che non pesava niente.

Parlandogli di sport,

cercavo di distrarlo,

lo accarezzavo piano,

come si fa con i bambini

e lo sdraiavo sul letto,

povero scheletrino

che pareva vivo!

Chissà perché, babbino mio,

sei  tornato dai morti

e in quella condizione,

chissà che cosa

mi volevi dire…