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Lebbrosa

By Poesia 4 Comments

Affetta da sempre

dal morbo della lebbra,

assai repellente e contagioso,

son tenuta a distanza

e piuttosto temuta.

Io cerco di sistemarmi la pelle

con collanti speciali

per simulare salute,

ma sono sempre sgamata.

E come va, oggi? Mi chiederete.

Come al solito. Mi è cascato un occhio

e mi hanno isolata, anzi,

appeso al misero collo,

porto un campanaccio

da mucca lebbrosa.

E mi annuncio da sola,

così ho tutto il tempo

per guardarli scappare.

E suono piangendo,

ma certe volte ridendo.

Di sollievo.

 

Ippopotamo

By Poesia 2 Comments

Ah non poter spartire

il macigno del mio cuore!

Così pesante da tirarmi giù

verso lo stagno del dolore,

con il limo che tracima

a rinchiudermi il respiro,

con le nari sotto un velo scuro,

ippopotamo incapace

di lottare…

 

(Immagine dal Web che ho elaborato al computer)

 

 

Maintenent

By Poesia 7 Comments

Il sole che muore

fra le crepe di un muro,

un po’ rosso, un po’ giallo

un po’ nero, ferito nel cuore

dagli artigli del gatto di casa.

Uno sguardo furtivo, un cancello

socchiuso e la panca di pietra

che pian piano si fredda,

il calore ceduto ai tuoi lombi

ragazza, che sognando l’amore

come un fiore ti schiudi…

 

Adele

By Poesia 4 Comments

Tutti vogliono Adele,

la scimmietta fedele,

ballerina perfetta

e massaia provetta.

Con la gonna increspata

e la voce flautata

ti ricanta la storia

imparata a memoria.

Nel mio angolo buio

sto da anni in castigo,

non imparo a star zitta,

mi ribello e son brutta,

dico cose indigeste,

non cucino alle feste.

Non nascondo il mio pianto,

e la rabbia o il rimpianto,

non sorrido a comando.

Non mi vuole nessuno

ed ho un nome ribelle

che mi marchia la pelle:

Sono Silvia la strana,

faccio rima con rana!

 

Il portico di legno dell’hotel, i lavoratori a distanza, la vecchia poetessa e il grappolo d’uva fragola.

By Poesia 3 Comments

Era piuttosto strana la stagione,

piuttosto calda, per essere settembre,

con un’ostinazione nei profumi,

appena dissoluti e putrescenti,

che non sapevi mai, con la memoria,

se fossi a un funerale, al cimitero,

o festeggiassi un grande amore

con una danza, matura e passionale,

bagnata di sudore e di champagne.

Il verde del fogliame ingravescente

in toni gialli, rossi e siccitosi

e l’ombra garantita dal bel legno

del portico coperto dell’hotel…

Swappava un dirigente affaccendato,

un altro che, affannandosi, fumava

e c’era un giovanotto col canino,

che si giocava il suo bel tempo lavorando.

In un angolo, una vecchia un po’ spaesata

scriveva quattro versi rimpiangendo

i tempi quasi eterni del passato

e quei suoi passi bianchi nel giardino,

rincorsi dal destino tramutato

in un giovane suo amante squattrinato.

E c’era un grappol d’uva abbandonato

di color viola e follemente illuso

di poter essere il modello, con le pere,

di un quadro impressionista di Gauguin.

 

Il ritorno

By Poesia 6 Comments

Quando manca mezz’ora

alla fine del viaggio

penso alla vita,

alla scatola chiusa

che contiene il futuro:

Ogni volta che l’apri

poi rimani deluso,

se non l’apri non vivi,

ma continui a sognare.

Niente mai fu più bello

di quei sassi di vetro

che, quand’ero bambina,

io trovavo sul mare.

Quelli e qualche conchiglia

io vorrei ritrovare,

la mia gioia promessa,

non la sabbia ed il sale…

 

 

 

Le streghe di Sant’Antioco

By Poesia 2 Comments

Però fai attenzione!

Saranno state le streghe di ieri,

così belle nel tramonto rosato,

con le scarpe dalle punte sottili

e l’incedere fiero e studiato

di chi è arso sul rogo e rinato,

saranno state le streghe – dicevo –

a ammaliare le nostre serate,

la laguna e l’aria estivale

da ieri e per sempre, ridendo

di tutti i mortali e di noi.

E così stai attento – dicevo –

perché subirai la tristezza

così fonda fa farti morire,

così dolce da farti annegare

in un denso tramonto sull’acqua,

così rosa che vorresti fuggire,

ma non puoi, goloso del filtro

che ti cola dalla bocca nel cuore.

 

Arrivederci a presto!

By Messaggio ai lettori 18 Comments

 

Carissimi lettrici e lettori,

viandanti della rete, che passate di qui per caso  o  fedelissimi, amici tutti,   tra qualche giorno scivolerò nell’ozio delle ferie.

Dopo un lungo periodo tutt’altro che facile, mi ritrovo sovraccarica di fatiche e emozioni da smaltire e, sapendo con certezza che anche il prosieguo non sarà meno inclemente, anzi, sarà anche più duro, ho deciso di  immergermi in un anecoico ritiro.

Tutto questo per  dire, in modo logorroico, che il blog andrà in ferie con me, da ora alla fine di settembre, almeno per quanto riguarda la pubblicazione di nuovi articoli.

Tuttavia sbircerò i vostri blog , perché non ce la faccio a  astenermi del tutto e mi farò viva… ogni tanto.

Vi lascio in compagnia della parte bambina di me che non è mai cresciuta e che, col suo sorriso, mi aiuta a affrontare la vita e mi sussurra nell’orecchio le poesie che io trascrivo. 

Con immutato affetto e precoce nostalgia, vi saluto e virtualmente vi abbraccio

A presto Silvia

Allo specchio (Il clone)

By Poesia 2 Comments

Eccomi qua,

mia adorata ragazza,

ecco qui la tua amica

che è venuta per te.

Che poi io sarei te,

duplicata per caso,

forse nata allo specchio,

solamente cercando

un sollievo allo spleen.

E chi meglio di un clone,

privo anche di corpo,

se non quello prodotto

da un pensiero sottile,

potrà mai consolarti,

chi migliore di me?

Vedo tutto e so tutto,

so le rughe sul viso,

i dolori alla schiena,

lo sbiancarsi segreto

dei verdissimi occhi,

il gerontoxon vile,

che soltanto la morte

velerà di pietà,

abbassando un amico

le tue palpebre meste,

fisse allora per sempre

sulla tua eternità.

So la voglia d’amore

che ti brucia in segreto,

mentre il corpo in declino

si vergogna di te.

So le corse che sogni

le tue mete proibite,

la tua fame di tempo,

che nessun ti darà,

ma non trovo parole

per ridarti il sorriso…

Forse puoi regredire

nel tuo avatar falso,

quel profilo che avevi

molti, troppi anni fa

e, credendoti bella,

far le cose che sogni,

finché fiato ti resta,

ogni giorno far festa.

 

Genova, Via Corsica

By Poesia 3 Comments

Mi ricordo

quel bel viale

dietro casa

e gli alberi

da ombra

e le panchine

prone a riposare…

Quanta pace

rubata

a quel po’ d’aria,

quante fughe

fatte apposta

per tornare…

E quella madre

che moriva

un poco al giorno,

la rotonda là in fondo

che abbracciava il mare…

 

L’acquerello, che illustra molto bene i luoghi e il mio struggente stato d’animo di allora, è opera di Riccardo Scarpellini.

 

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