La cura

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aranciatasanguinello

Ichirogamaim.

Trascinatemi là, per favore

quando mi rotolerò per terra

gemendo di dolore.

Ve lo chiedo da adesso

perché, dopo,

non saprò più parlare.

E dovrete far presto

prima che mi perda

nel silenzioso orrore

di una quieta follia.

Non abbiate paura.

Diventerò una piccola cosa,

una spazzola per vestiti

con le setole grigie

abitate da ragni neri.

Così infetta sarà la mia mente,

così infetti i pensieri.

Nel mio sangue infermo

raccolto in una zuppiera

caritatevole

di plastica verde

galleggerò quietamente.

O diventerò un gomitolo

di lana usata rossa

che più non si dipana

in pensieri.

Troppo infeltrita la mente,

troppo infeltrita la vita…

Haiku

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ondaverdeduefirmata

Strano mare oggi a Tirrenia, colorato di tempesta e di alghe. Le onde galoppavano in tutte le direzioni, con effetti particolari…
(Sullo sfondo è visibile la Gorgona)

Haiku

Un’onda verde
attraversando il mare
nel sole appare

Una sbirciatina dentro

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una sbirciatina dentro

Rotolando fra i pensieri insonni,

offerta il petto alla notte

che mi dilania

e trascinata dentro il gorgo

di un oblio selvaggio

non privo di abbandono,

giù, giù, sempre più giù,

ridendo di dolore,

oltre i confini della mente

oltre la ragione…

Pittore

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cascianaquadroriccardo

Disegni sempre

lune perfette.

Anche i tuoi cieli

le stelle, le notti

e l’amore lo sono.

Dall’alba al tramonto

acquerello stupendo

dipinto dal tempo

la vita con te.

 

Autofagia

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Effetto cateringtre

Poco invitante

il buffet dei rimpianti

e io che ci vado

Manto nero anni ottanta

con spalle da mongolfiera

che mi fanno volare

e sotto, ben allacciata,

camicia di seta artificiale

che mi costringe a sudare.

Accaldata mi accalco

al tavolone sbilenco,

piatto di carta in mano

usato, lavato, riciclato

per sempre.

La forchetta sdentata

di plastica bianca

artiglio indecente

mi deturpa la mano.

Non mi privo di niente.

La musica stride

da un long playing lesionato

dalla puntina di diamante.

Si ripete e si ripete.

Righe di formiche nere

assediano ordinatamente

un ineffabile cous cous

di lacrime vere,

le sprecate primavere.

Poco lontano

nuota un sushi sfatto

sul mare di un sogno

non più intatto,

il mio professore,

l’Amore…

La tartina rosa innocente

del primo languore

posata sul sandwich

di un gioco da grandi

da dimenticare.

Una farfalla di burro

tenta di volare pesantemente.

Più indigesto di ogni cosa

il meringato alla panna

di un tarmato, negato

abito da sposa impiccato,

tremante…

Niente da bere

per dimenticare.

E poi c’è un carnevale

criminale,

frittelle di fiele

ancora e ancora

amaro l’ amore…

E non aver mai più

la voglia di danzare.

Il susino confuso

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prunuscontortofirmato

Pensieri contorti

abbarbicati al cielo

e al vento

come i rami del susino

l’altra primavera.

È da tanti giorni

che ogni fiore di me

mi piange dentro

disperdendosi

in petali infecondi,

l’ovario distaccato

e sperso dell’inutilità

e del non sapere…

A mia madre

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anellomammafasetre

Dove cercherò la tua anima

non sarà un luogo grande.

Non la tua vecchia casa

calpestata da passi stranieri,

tradita dalla necessità

di andare.

Né la mia,

anche se certe sere

respiro la tua fatica

salendo le ripide scale

e se quando è festa

il posto a capotavola

è ancora tuo

per poter brindare.

Ti sto cercando

tutti i giorni

nell’anello della forza,

di cui mi adorno

per sentir pulsare

il rosso rubino

del tuo indomito cuore…