Un addio

maggio firmato

Con la voce di plastica

ripetevo perché,

con il fiato già amaro

generavo nel cielo

angosciati polimeri,

doppi, tripli perché.

Tutto nudo sui prati

c’era Maggio in calore,

fecondava la terra

che fremeva di fiori.

Se lo avessi imitato,

se ti avessi baciato!

Dentro al gorgo profondo

di un dolore anecoico

ascoltavo il mio  sangue:

Martellava perché,

ripetevo perché.

Arrivò la risposta,

oggettino tagliente:

“Tu sei troppo perfetta,

tu sei troppo per me.”

Il silenzio compatto

generò nebbie insane.

Forse Maggio fuggiva

per paura di noi…

 

 

 

 

3 thoughts on “Un addio

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