gabbiani

Gabbie di gabbiani appese al cielo.

Gabbie di gabbiani ammarano

sulla cresposità dell’onda.

Sono prigionieri!

Lo senti come piangono?

Il loro grido evade

la circolarità di fiamma

dell’orizzonte all’alba.

Lo senti come piangono?

Il loro grido lima

la nebbiosa finestra

del mio sonno incostante.

Sono prigioniera!

Il risveglio umiliato

dai sudori notturni

ed i polsi costretti

dentro i ceppi dell’ansia…

I polpacci formicolano

per la voglia di andare,

le braccia si spalancano

nella mimesi del volo.

Inerte agonia isometrica

la consapevolezza del Fato!

Ogni orizzonte inscatolato

da un cielo più lontano…

Lo senti come piangono?

L’infinità senza senso

ha ingabbiato i gabbiani.

4 Comments

  • Sempresimo ha detto:

    Ingabbiare i gabbiani è rinchiudere il mare…
    Un vero peccato… Farli piangere poi…
    Sono certa che in un periodo della mia vita sono stata gabbiano… È lì che ho appreso le tecniche del volo planato…
    Da allora, mai più gabbie, per me…
    Molto bella la tua poesia… Ricca di immagini e di emozioni…
    Grazie…

  • My Sorrow ha detto:

    Sei bravissima, Silvia
    Sembra di vivere assieme ai tuoi versi.
    Buon weekend ♥
    Rodrigo

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