il sole al tramonto

Per averti amato

quanto basta

per morirne

e risorgere

dopo chissà quanti anni

obbligata

dall’assurdità del corpo

che, per quanto magro,

se ne restava in vita,

io ringrazio

non te,

che te ne andasti,

codardamente,

ma quel dio

pagano dei tramonti

che mi ha donato

occhi tristi

per vedere cose

che mai

altrimenti

avrei veduto

oltre l’ovvietà

di questi giorni

e, da allora,

per sua immensa grazia

compensativa,

un’intensità di

ogni mio sentire

sempre

così che ogni droga

è acqua di fonte.

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