I tempi del Jazz

degas tre

Ti ricordi i nostri aperitivi tristi

e la certezza che mai più

saremmo ritornati?

Era quel bar sull’angolo, la sera

che non faceva affari

e suonavano un buon jazz

e noi, chissà perché,

ci sentivamo morire.

Era gentile, il cameriere

accendeva la lampada viola

nell’ombra ci faceva sedere.

E c’era il vecchio artista,

che era stato grande

che canticchiava piano

con la sua voce nera

quasi senza farsi sentire,

ma sapevamo chi era.

E beveva il suo vino

con moderazione

e si mangiava un panino,

la cena.
Quanto è durato?

Una, due volte, forse tre, mi pare

e mai più, mai più ritornare.

2 thoughts on “I tempi del Jazz

  1. Molto molto bella quest’immagine che dai con i tuoi versi…
    Il quadro di Degas rappresenta l’apatia nella maniera più autentica…
    Una coppia… davvero? Completamente isolati nel loro mondo, in una solitudine nell’animo che si percepisce…
    Lei forse prostituta ( si dice per il tipo di scarpa che indossa) lui un barbone …( anche se non sono molto d’accordo su questa interpretazione) ….comunque si percepisce un senso di oppressione assoluto….

    Bravo!!!

    Un abbraccio.

  2. Grazie per il tuo interessante commento! Per illustrare i miei versi ho scelto questo capolavoro di Degas proprio per l’atmosfera malinconica… la certezza di non avere un futuro, la solitudine, pur nella condivisione di un momento a due, il rimpianto che nasce fin dal presente.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...