Come una tartaruga
ritiro la testa
e non vorrei mai più uscire.
Affogare nel mare
come un sasso verdino
che va sempre più giù.
Così non vedrete
variegati i miei occhi
da quel troppo dolore
che trasporto con me,
le mie rughe giganti
e la turpe condanna
di un’assurda lentezza
nel mio essere in vita
priva d’ogni perché.










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