Equinozio d’autunno 2018

Mano dell'equinozio

Inguaribilità della tristezza…

Finalmente l’equinozio

l’alba si fa più pigra

per la strada solo un uomo

che si affretta in bicicletta

(logico è domenica)

e io che dal mio terrazzo

al quarto piano mi affaccio,

trattengo lembi d’estate

e non mi resta niente

in mano.

I molti letti

la casa dei sogni

Recentemente ho capito

per illuminazione

perché certi sogni,

in apparenza banali,

fossero fonti

di grande paura,

da svegliarmi sudata,

con la gola essiccata…

Io sogno case buie

con lunghi  corridoi

e camere con molti letti

dove passare la notte

e ci sono i vivi come me,

perché ancora io lo sono,

e ci sono i miei morti

che stanno a riposare.

Facciamo tutti silenzio,

mi sdraio, spengo la luce

e mi desto prima di morire.

…Sono ricordi degli obitori

dove con grande dolore

ho visto per l’ultima volta

quelli che ho molto amato

e che non ho lasciato andare.

Specialmente mia madre,

quando sono scappata,

appena un attimo prima

che chiudessero la bara.

Le dimensioni del cuore

Autoritratto con collana

Lente d’ingrandimento…

Un cuore sotto dissezione

minuscolo muscolo svela

gli imperfetti dolori  polari

miseramente inadeguati

alla grandezza dell’ universo

ma per lui così grandi

da portarlo a una piccola morte.

E Marte brilla arancione

e non lontano anche Giove

fa la sua parte nell’assurdità

del cielo ancora estivo.

Quod erat in votis

cactus lacustre nel tramonto

Di tutto quello che un giorno

di tutto quel che oramai…

Che se poi non tornasse…

Di quei sogni svaniti

palloncini scoppiati

là, più in alto del vento,

del mio cuore anche lui

lacerato. Della vita sbagliata,

dei segreti preziosi

che mi sono svenduta

per avere un sorriso,

del mio muto anecoico

essere sola dovunque…

Di tutto quello che un tempo…

Non m’importa più niente,

io no trovo più un senso,

non desidero niente

e nemmeno rimpiango,

ora a vuoto rimbombo…

La guercia

Ragazza pallida che gioca con la sciarpa

Non riesco a guardare

con tutti e due gli occhi

nella tenebra fitta

che è chiara ai profeti.

Se anche potessi,

non voglio sapere

né i tempi, né i modi

del mio compimento,

così mi trastullo

con questa mia sciarpa

di fili di ore

tessuta dai giorni

e sbircio soltanto

con lo sguardo da guercia

alle soglie  del tempo,

carpisco segreti

alla voce del cuore

che batte più stanco…