Pareti

Finestra

Certo che no!

Così facilmente

la notte non passa.

Deve morire filtrando

rigagnoli d’alba

dalle persiana.

E tu, viva carne

accanto al mio

tormentato fianco,

che respiri

e sussulti sognando,

ti devi svegliare.

Rinuncia a quei laghi

di sonno dorato

di sole in cui cadi

continuamente

dopo avermi chiesto

con voce impastata

se è tardi!

È tardi infinitamente

per la mia noia,

per l’ansia

che mi attanaglia,

per la notte svenata

in dolente agonia,

che sviene in deliquio

su queste pareti

di vita finita.

Pomeriggio in casa

 

La tubizzata delirio

Adesso la solitudine

ha una voce di macchina,

tubi dell’acqua,

turbìne in cantina,

chissà. Respiri del nulla

e io qui da sola

con la mia voglia di dire,

riempire, riempire

il vuoto di un tempo

che più si prolunga,

più  perde senso.

Intanto che ascolto,

mi sento, respiro,

amo tossire, così,

tanto per fare…

Sottovoce racconto

alla  ventola chioccia,

noiosa ma fresca,

il nonsenso dell’essere

senza il capire.

Venti costanti

riflesso notturno di madre nel mare degli alisei.jpg

Soltanto col viso mia madre

riemerge per affioramento

dal mare dell’oblio lento

rotto dalle onde nel vento

di costanti alisei di memoria.

Ogni sera la posso vedere

tetra falena delle lande dei morti

ma così presente al mio cuore

da poterle ancora parlare…

L’importante è essere vivi

Scimpanzè perplesso

Certe sere è vigilia, 
come quando da piccola 
aspettavo il Natale.
Malinconia e speranza,
perché quello che è stato
non potrà ritornare 
e l’attesa di un giorno
che sia un po’ più speciale, 
una domenica di sabato, 
un amico che chieda
-come va, vecchia strega?-
e poi ridere insieme, 
per un fatto normale…

Banzai!

banzai!

In certe condizioni,

quando mi accorgo

che  uno spigolo acuto

sarebbe strumento ideale

per spaccarmi la testa

e farne uscire le idee,

in certe condizioni,

dicevo,

sarebbe assai meglio

cercare rassegnazione.

Ma. In certe condizioni,

se nessuno mi aiuta

e io non so cosa fare

e  c’è un cancro di gente

disonesta, impunita,

che vuol farmi la festa,

in certe condizioni,

dicevo,

io alzo la testa, grido “banzai”

e da adesso alla morte

mi metto a lottare.