Un ferragosto

Bucato a Montenero

Il giorno si allarga

per pennelli di cielo

di un grande pittore.

Il mattino fu fresco,

come il dolce respiro

dei tuoi tre  bambini,

e capelli di sole

color chiaro lino,

poi sempre più caldo,

come  un tempo l’amore,

ma non faticoso,

per carezze di vento

e la pelle che ride.

È un bel pomeriggio,

tu stendi il bucato

e a un tratto capisci

che questa tua estate

non vuole morire.

Casa nuova

Il mio univrso con Marte e Giove

Manca un mese lunare

al compimento dell’anno.

Molta pace qui in casa,

piccolo paradiso interrotto

solo dalle campane

che da un po’ detesto

e c’è ombra e c’è fresco.

La sanità mentale pare

a portata di mano

e la sera con il cielo

decorato stellato

spenzolato sopra i tetti

e Marte e Giove, l’universo

sembra così vicino…

Quindi sto bene e mi contento

del mio trasferimento,

non ho rimpianti

(un fatto molto strano)

se non fosse che faccio

sempre troppi conti

e concludo che mi manca

di poter fermare il tempo.

I talloni

cimitero di Bolgheri con fantasma

L’origine della morte è nei talloni.

Un giorno ti svegli e ti germoglia

un dolore nuovo da sotto

e sai che non cammini.

Ti nasce una radice nera

che ti radica alla fossa,

ti nutre di terra di cimitero

e tutto il resto si deteriora:

Ti svegli una notte,

ti guardi allo specchio,

ti cala la palpebra

dell’occhio destro.

Stai diventando un vecchio.

Vostra Silvia

Dio affacciato sull'universo

Lunga lettera agli amici

di sempre, che poi sarebbe mai,

se guardo proprio bene,

senza parole, senza conforto,

senza andata, senza ritorno

pareti di silenzio per i miei

graffiti, più che muti, zittiti

e quest’orrenda cecità

per i miei sguardi disperati…

Come una capra affamata

cerco il sale, il sodio, della vita

e lecco lungo i muri della strada

disgustose indifferenti amenità,

insipidi marshmallows molli

di buonismi esasperati,

che trasudano pensieri positivi

d’inquietante e rosata falsità.

Miei signori, vi immaginate Dio,

affacciato al  suo balcone

di beata eternità, che ci guarda

fra le stelle ed i pianeti

e decide per ognuno che farà?

Io non sono un fan di Vasco Rossi,

ma una cosa mi piace, che cantò:

“Siamo soli…” Vi saluto, scriverò.

L’identità

identità

Equilibrio perfetto

fra il vuoto che ho dentro

e questo bel tempo.

Nessun flusso o riflesso

della psiche allo specchio

solo una figura illusa

di una tridimensionalità

che invece non ha.

Mi lavo i capelli

però non li asciugo

ed ecco che spunta

la mia anima annodata,

tormenti ritorti

di ciocche sottili,

sarebbero boccoli

se avessero un nesso,

però basta questo

per darmi più senso,

quasi inseguendo

la libertà.

 

Concerto

tre rosoni sulla volta stellata

Ci sono certi quadri che

e certi cieli che

e certi mari che

e certi sguardi che

e certi suoni che

e dei colori che…

L’impero delle luci,

io penso sempre a quello,

poi il ghiacciaio,

poi le mie Maldive

e quel tramonto

l’altra sera

e le tue mani che,

sull’organo posate,

cavando note e voce

alla riottosità della tastiera

pallide raminghe

d’inconsapevole profeta

involano il mio cuore

ben oltre alla navata.