La primavera di Carlo

Il bacio

Un giorno mi baciasti

con la tua bocca impura,

trovasti una bambina,

il fragile stupore,

l’ostilità dei denti chiusi

a tutto quel piacere…

Portavi i calzini bianchi,

forse a quel tempo usava,

occhiali grossi spessi,

lo sguardo da ingegnere,

paziente intelligenza,

difficile da dire…

E mi cantasti “Zingara”

storpiando le parole,

credo per farmi ridere

e farti perdonare.

E c’era l’erba in fiore,

lassù sulla collina,

lontano, muto, il mare

ed il silenzio spesso,

canti di  vento australe.

Faceva quasi caldo,

avevo le guance rosa,

morivo di paura

e qualcos’altro ancora.

Poi tu te ne andasti,

non lo trovasti il tempo

per insegnarmi a amare…

Un’ora

Un'ora

Il silenzio mi ovatta

sempre verso le cinque

mi sigilla le nari

e mi riempie la bocca

per levarmi il respiro,

sintonia fra il sentire

ed il cielo a quest’ora.

uniforme grigiore,

punteggiato di uova

come un nido di ragno,

di corpuscoli neri,

minimali rumori:

voci in strada, gabbiani,

l’asma stanca del bus.

E le cose qui intorno

in suicidio corale

delle forme nel caos

della luce che scema

in notturna unità,

poi più niente, la mente

è la sola che resta,

solamente la mente…

Alle sei le campane.

Per la strada

Per la strada

Lo snodarsi virtuoso

fra la vita e la morte

del cammino assegnato

senza mai sostare

alla taverna dell’orco

per ballare e ballare…

La linda casetta,

il bucato e l’arrosto,

ogni cosa al suo posto

e una noia mortale.

Bisogna cambiare,

saltare nel fosso,

senza vestiti addosso,

rotolarsi nel fango

e cantare, cantare…

Sogno dinastico

Il ragazzo e il faraone

Qualcosa di ferino

nel viso del faraone,

con quei suoi occhi lunghi

che guardano lontano,

la bocca, grande, molle,

che gronda di passione…

Chissà se ci è riuscito, lui,

a andare in quel suo mondo

dove godersi ancora

i banchetti col suo grano,

i lini e le sue spezie,

gli ori, gli onori e amori

che ebbe da sovrano?

Chissà se la sepoltura

col giusto orientamento,

i cartigli di preghiera

il pianto delle spose

gli ha dato vita eterna

e eterna conoscenza?

Dove è sepolto ormai

il varco temporale

che porta agli altri mondi

dove è proibito andare?

E io, che gli assomiglio,

almeno nel profilo,

che cosa dovrò fare

per essere divino?

L’ora rosa

L'ora rosa

Sai come mi piace

il tramonto quando è rosa

e tutte in rosa

trascolora le cose…

Il cuore nel costato

è una piccola cosa

oppressa dal bello

e dall’orrore

in eguale misura…

Come un fantasma

mi aggiro per la  casa

seminando di me

più di quello che pensi

a impregnarla d’amore.